Lo scarafaggio nel racconto di Franz Kafka LA METAMORFOSI

765* 05 novembre 2022

Spesso, topi od insetti, sono protagonisti di famosi romanzi scritti da illustri autori.

Un esempio lo troviamo con La Metamorfosi di Franz Kafka:

(Articolo tratto da libraccio.it)

Gregor Samsa, modesto commesso viaggiatore, dopo il fallimento del padre è diventato il solo sostegno della famiglia. Gregor assolve ai suoi doveri fino ad annullarsi.

Una mattina d’autunno si risveglia nella propria stanza trasformato in un enorme scarafaggio.

Egli non si meraviglia affatto di questa metamorfosi, descritta con puntiglioso realismo, perché in realtà scarafaggio si è sempre sentito.

Costretto dalla ripugnanza che suscita nei familiari a vivere chiuso nella sua stanza, organizza la vita strisciando lungo le pareti, rifugiandosi sotto il sofà, nutrendosi di rifiuti.

Un giorno attirato da suono del violino della sorella Grete, esce dalla stanza.

Il padre inorridito gli lancia contro una mela che gli ri-mane conficcata nel dorso procurandogli grande sofferenza.

Gregor allora torna a rinchiudersi e a poco a poco, trascinandosi sempre più penosamente, si lascia morire.

La serva entrando ne constata la morte e libera la stanza dall’immondo insetto.

Nella famiglia, liberata dall’incubo, prevale un sentimento di sollievo.

Il racconto venne pubblicato per la prima volta nel 1916. Gregor Samsa deve subire, fino alla morte, le vessazioni e umiliazioni indotte dal suo nuovo stato, ma al tempo stesso, in quel modo così assurdo, evade dall’orrore suscitato in lui dall’ossessivo ritmo di una esistenza scandita secondo tempi e indicazioni morali inderogabili.

Siamo in un ambiente piccolo-borghese, composto da persone sostanzialmente meschine e conformiste, più attente al giudizio degli altri che ai legami affettivi, dove il dolore, la malattia, la diversità vengono vissute con vergogna.

 

 

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