Coronavirus: disinfezioni presso i condomini (da leccenews24.it)

131* 10 giugno 2020

Veniamo interpellati da Amministratori che richiedono disinfezioni presso i condomini da loro gestiti. A questi rispondiamo in modo trasparente come ben riassunto dal seguente articolo.

(Articolo tratto da leccenews24.it)

Sanificazioni e pulizie straordinarie nei condomini. L’esperto: ‘Non esageriamo con cose inutili e costose’

«Ci giunge notizia che in sempre più condomini sono state ordinate attività di sanificazione straordinaria degli spazi comuni. Una tantum o addirittura periodicamente nel corso della settimana. Qual è il senso di far sanificare la pulsantiera di un ascensore che viene usata decine di volte al giorno? Quale quella di sanificare corrimano e portoni? Meglio chiedere alle imprese, che svolgono le ordinarie pulizie, di eseguirle con disinfettanti, piuttosto che ordinare o addirittura imporre spese per centinaia di euro….completamente inutili. Agiamo con razionalità, senza farci prendere da inutili psicosi». Nei giorni scorsi abbiamo affrontato le ricadute dei provvedimenti del Governo contro il coronavirus sulla vita condominiale. Tanti cittadini, infatti, ci avevano chiesto se fosse o meno sospeso il pagamento delle quote condominiali e l’avvocato Alessandro Gallucci, consulente di Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori, aveva fugato ogni dubbio. Le quote condominiali si devono pagare eccome, poiché l’amministratore – tenuto a lavorare in modalità smart working- ha il dovere di retribuire i fornitori che hanno svolto le loro attività o stanno continuando a farlo come le ditte per la pulizia o i manutentori degli ascensori. Adesso i cittadini si pongono un altro quesito: sono utili tutte le disinfestazioni e sanificazioni di questi giorni? Quanto costano? Quanto incideranno sui bilanci condominiali e quanto faranno lievitare le prossime rate? Anche qui Alessandro Gallucci prova a fare chiarezza nell’interesse della salute e del portafogli dei condomini. «Le misure richieste alle imprese dagli amministratori, spesso su sollecitazione dei condòmini, alle volte di propria iniziativa, vorrebbero essere orientate a diminuire il rischio di contagio coronavirus. Ci giunge notizia di richieste alle amministrazioni comunali di imporre simili attività per le parti comuni degli edifici. Ogni attenzione alla maggiore pulizia degli ambienti è utile, ma attenzione a evitare aggravi di spesa per i condòmini. Perché? Perché una pulizia non costante, ma una tantum o periodica con archi temporali bisettimanali o settimanali è sostanzialmente inutile. In tal senso, leggiamo sul sito del Ministero della Sanità che «le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina). Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS)». Ha senso pulire gli uffici, le case, ma per le parti comuni, a meno che non si faccia almeno una volta al giorno, dubitiamo della reale utilità».

 

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