Biodisinfestazione nella… Bioedilizia

1528* 17 settembre 2026

Negli ultimi anni, nel settore edilizio si è affermata una crescente propensione a costruire con biomateriali, privilegiando soluzioni naturali e sostenibili.

In altre parole, una scelta di costruire gli edifici utilizzando materiali naturali e sostenibili.

Un esempio è l’utilizzo del legno: materiale sostenibile, rinnovabile, riciclabile e 100% naturale impiegato come materiale da costruzione per abitazioni e strutture di vario tipo.

Ma ci sono altri materiali sostenibili e di origine naturale utilizzati in edilizia in alternativa al cemento, all’ acciaio… ed al legno: fibre vegetali come la canapa, la paglia di riso e cereali, calce e argilla. Si tratta di soluzioni ecologiche che utilizzano scarti della lavorazione in ambito agricolo offrendo loro nuova vita nella costruzione o ristrutturazione di case, in un’ottica di economia circolare e di riduzione degli impatti ambientali.

Queste soluzioni tecniche ed architettoniche si sono affermate per merito della bioedilizia.

Ma veniamo all’utilizzo della lolla di riso. Questa viene utilizzata come isolante biodegradabile, resiste alla formazione di muffe e assicura traspirabilità alle pareti evitando condensa.

È un eccellente materiale isolante naturale per le case in legno e può essere utilizzato per intonaci termici e sottofondi.

La coltivazione del riso ad esempio, molto diffusa nel nord Italia tra le province di Novara, Pavia e Vercelli, produce quotidianamente scarti in quantità considerevoli e di difficile smaltimento.

I prodotti secondari della raccolta e lavorazione del riso grezzo possono però essere impiegati per realizzare mattoni, intonaci, isolanti, massetti e altri materiali per l’isolamento energetico degli edifici in legno: i sottoprodotti dell’agricoltura si trasformano così in risorse per l’architettura, elementi costruttivi che favoriscono una filiera a ciclo chiuso in grado di valorizzare il territorio e diventare fonte di energia pulita.

Le soluzioni ecologiche derivanti dal riso per l’impiego in bioedilizia sono varie: la paglia di riso è un materiale molto diffuso e a basso costo, dotato di performance energetiche elevate (conducibilità termica pari a circa 0,040 W/mk). Riutilizzare gli scarti di paglia della coltivazione del riso è più ecologico rispetto al loro smaltimento, poiché si tratta di un materiale CO2 riduttore, senza contare che la paglia offre ottime capacità termica (equivalente a 23 ore di sfasamento estivo), è biodegradabile e anallergica, garantisce isolamento acustico e controllo dell’umidità.

La bioarchitettura sfrutta questa materia per costruire case a telaio di legno e paglia come isolante: gli edifici prefabbricati in legno e paglia presentano prestazioni energetiche eccellenti, spesso senza la necessità di impianti di riscaldamento tradizionali anche per il contributo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili in ottica di casa passiva.

La lolla di riso è lo strato più esterno del risone, tanto che può essere considerata la buccia del riso.

È ottenuta dalla sbramatura del riso grezzo ed ha una notevole affinità con il legno dal punto di vista della composizione chimica: lignina, cellulosa, silicati e minerali.

L’uso di lolla in bioedilizia è legato principalmente, come detto, alle sue proprietà isolanti (termiche e acustiche), alla ridotta conducibilità termica e alla semplicità di gestione in cantiere.

La pula di riso è, invece, la parte intermedia del risone, tra la lolla e il chicco di riso. La pula costituisce circa il 10% del peso del riso grezzo, essendo leggera ma voluminosa. Con questo prodotto agricolo residuale del riso si può ottenere un intonaco di finitura a base di pula di riso, polvere di marmo e calce che risulta particolarmente resistente agli agenti atmosferici, o intonaco di argilla mescolata a lolla con proprietà isolanti, oppure ancora intonaco di finitura in argilla per finiture di particolare pregio.

Purtroppo, però, oltre che ad avere qualità molto positive, l’utilizzo di materiali sopracitati, può avere un risvolto negativo dovuto all’attacco di parassiti (come tipicamente può succedere per le derrate alimentari come riso, pasta, ecc. con le infestazioni di punteruolo, tribolio, tignole, ecc.) che vanno a rovinarne le caratteristiche per le quali i prodotti sono stati scelti.

Non sempre le disinfestazioni mediante fumigazione o nebulizzazione raggiungono il bersaglio, in quanto le strutture spesso non permettono di far arrivare i principi attivi in ogni parte e quindi possono, nei migliori dei casi, ridurre le infestazioni importanti in modo temporaneo.

L’alternativa da considerare, ma non sempre applicabile e comunque impegnativa in termini economici, è rappresentata dalla disinfestazione che vede l’utilizzo di particolari gas, molto penetrativi e con garanzie di riuscite molto elevate, sebbene nel tempo non rimanga residualità che possa sconfiggere nuovi potenziali attacchi di infestanti.

È in questo modo, allora, che la lotta ai parassiti può essere esercitata valutando metodi più naturali ma non per questo meno validi con l’utilizzo di insetti antagonisti (detti anche insetti utili o insetti benefici), ossia specie-specifici che attaccano le varie forme di vita (uova e/o larva) dell’insetto dannoso.

Ongaro Disinfestazioni promuove l’utilizzo di insetti utili per il controllo biologico degli insetti dannosi, ricorrendo quindi alla lotta biologica.

L’obiettivo principale è quello di impiegare gli insetti benefici (predatori e parassitoidi) per programmi di lotta biologica, offrendo una strategia sicura, sostenibile e non nociva per ridurre la popolazione di infestanti.

I vantaggi della lotta biologica sono molteplici poiché non c’è nessuna tossicità e l’impatto ambientale è pressochè nullo.

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