Resistenza metabolica e strutturale delle cimici del letto agli insetticidi

1492* 12 giugno 2026

Negli ultimi vent’anni, a causa dell’aumento dei viaggi globali e di mutazioni genetiche, si è assistito a una nuova e massiccia diffusione delle cimici dei letti in tutto il mondo.

Sebbene non vi siano prove che possano trasmettere malattie, i loro morsi causano escoriazioni cutanee fortemente pruriginose e potenziali infezioni secondarie. Di recente, alcuni scienziati dell’Università di Hiroshima hanno mappato il genoma di questi insetti scoprendo l’esistenza di una “super cimice” ben 20.000 volte più resistente ai comuni insetticidi piretroidi rispetto ai ceppi selvatici di 70 anni fa.

Questa straordinaria capacità di sopravvivenza è dovuta a due fattori biologici: una resistenza metabolica, legata alla produzione di enzimi che neutralizzano la tossicità dei prodotti, e una resistenza strutturale, causata dall’ispessimento della cuticola esterna che blocca la penetrazione del veleno.

L’analisi del genoma suggerisce che tale resistenza sia connessa alla risposta ai danni del DNA e alla regolazione del ciclo cellulare, e decodificare queste informazioni sarà fondamentale per identificare nuove strategie per combatterle.

 

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