I ghiri e la soluzione alle loro infestazioni

1467* 23 aprile 2026

Il ghiro (Glis glis) è un piccolo roditore della famiglia dei Gliridi diffuso in tutta Italia.

È un animale che vive di notte prevalentemente nei boschi di latifoglie come querce, faggi e castagni.

Si arrampica bene sulle piante grazie alla sua lunga coda folta che usa per mantenere l’equilibrio.

Vive negli incavi di grossi alberi, ma (purtroppo) può anche nidificare sottotetti di strutture abitative vicino ai boschi per proteggersi dai predatori, creando non pochi disagi con i loro rumori.

Infatti è un animale alquanto chiassoso: squittisce di continuo sia quando è sveglio che quando dorme. Inoltre, in molti contesti, il loro zampettio, i graffi e i loro piccoli colpi sono udibili nelle stanze sottostanti le infestazioni.

È un abilissimo arrampicatore ed equilibrista: corre sui fili della luce o del telefono, da cui spesso riesce ad introdursi nei tetti delle case di campagna infestando dispense e soffitte.

Ama rifugiarsi in luoghi caldi e sicuri, accoglienti e predilige i materiali morbidi come stracci, vecchi cuscini, scatoloni con tessuti o tra le travi isolate con lana di roccia.

Il ghiro può vivere fino a 5-6 anni ed è un roditore che va in letargo generalmente da fine ottobre per circa 6 mesi.

Mangia semi, frutti di bosco, ghiande, castagne, nocciole, bacche, ma anche piccoli insetti o molluschi.

È riconoscibile dalle orecchie piccole e tonde, gli occhi scuri e denti aguzzi.

È di colore grigio/marrone sul dorso e bianco sul ventre. Il pelo è folto e arancione nel tipo Moscardino.

Si accoppia al risveglio del letargo ed anche in autunno, prima del lungo sonno.

La femmina partorisce in estate mediamente dai 2 agli 8 cuccioli.

I ghiri sono roditori notturni: trascorrono gran parte della giornata a dormire nel nido, ed al tramonto escono per andare in cerca di cibo.

I ghiri in casa possono causare danni importanti poiché riescono a entrare nei solai, lasciano molti escrementi e rosicchiano le schiume isolanti nelle intercapedini per ricavarsi un nido o per limarsi i denti.

Altro problema rilevante, come quando è in essere un’infestazione di topi o ratti, può essere costituito dal rosicchiamento dei cavi elettrici con la conseguenza di cortocircuiti e persino incendi. I ghiri mordicchiano tutto.

Sono portatori sani di varie malattie, alcune anche pericolose per gli esseri umani.

Il ghiro è un roditore protetto dalla legge italiana (Legge n. 157/1992) e internazionalmente dalla Convenzione di Berna.

In effetti è una specie in pericolo per il fatto della perdita del suo habitat naturale: i boschi, soggetti a frequenti tagli.

È quindi inserito dalla Corte di Cassazione fra le specie protette, perciò non si può uccidere.

Risulta quindi fondamentale rivolgersi ad un’azienda specializzata in allontanamento ghiri, come per la disinfestazione in generale, senza violare le normative e senza correre rischi per la sicurezza.

Nidi attivi o segni di infestazioni ormai radicate necessitano soluzioni sinergiche: Ongaro Disinfestazioni utilizza professionalmente predatori naturali specificatamente addestrati per risolvere il problema.

Tale strategia è da attuare preferibilmente prima di sigillare ogni possibile ingresso.

I ghiri riescono a infilarsi anche in fessure di un solo centimetro, quindi, a disinfestazione effettuata con i predatori, bisogna tappare buchi e crepe, prese d’aria e griglie di ventilazione, che vanno coperte con reti a maglie  strette per impedire il passaggio dei roditori senza bloccare la circolazione dell’aria.

I cavi elettrici possono essere protetti con guaine robuste o barriere metalliche.

Sempre a seguito dell’allontanamento dei ghiri, è opportuno potare i rami vicini alle strutture da difendere ed interrompere il loro percorso costituito spesso dai cavi sospesi che arrivano nei tetti.

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