1494* 18 giugno 2026
C’è un ambizioso progetto biologico e tecnologico guidato da Verily Life Sciences (la sussidiaria di Alphabet/Google dedicata alla salute).
L’azienda ha chiesto il permesso ufficiale all’EPA (l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense) per liberare fino a oltre 30 milioni di zanzare maschio sterili all’anno in California e in Florida (per un totale di circa 64 milioni in due anni).
Il piano fa parte del programma “Debug”, una strategia che mira a utilizzare le zanzare stesse per combattere la diffusione di malattie pericolose.
Il meccanismo si basa su alcuni concetti scientifici chiave.
Il progetto prende di mira l’Aedes aegypti, la specie di zanzara responsabile della trasmissione di virus tropicali gravi come la dengue, la Zika, la febbre gialla e la chikungunya.
Il progetto prende di mira l’Aedes aegypti, la specie di zanzara responsabile della trasmissione di virus tropicali gravi come la dengue, la Zika, la febbre gialla e la chikungunya.
L’arma è il batterio. Le zanzare maschio vengono allevate in laboratorio e infettate con il Wolbachia, un batterio naturale innocuo per l’uomo ma che altera la riproduzione degli insetti.
Quando questi maschi si accoppiano con le femmine selvatiche, le uova prodotte non sono fertili, interrompendo così il ciclo riproduttivo e portando al collasso della popolazione locale di zanzare.
Vengono liberati solo esemplari maschi. In natura, infatti, i maschi non pungono l’uomo e non trasmettono malattie (si nutrono solo di nettare); sono le femmine a pungere perché hanno bisogno delle proteine del sangue per sviluppare le uova.
Il ruolo della tecnologia di Google è quello di allevare e separare milioni di insetti: una sfida complessa.
Google interviene applicando algoritmi di intelligenza artificiale e visione artificiale per analizzare le larve e separare con precisione assoluta i maschi dalle femmine (scartando queste ultime) prima del rilascio, calcolando inoltre grazie ai dati i punti e i momenti perfetti per liberarli.
Perché si usa questo metodo?
I metodi tradizionali di disinfestazione non bastano più. L’uso massiccio di pesticidi chimici è nocivo per l’ambiente e per gli altri insetti benefici (come le api), e nel tempo le zanzare sviluppano una forte resistenza genetica a queste sostanze.
I metodi tradizionali di disinfestazione non bastano più. L’uso massiccio di pesticidi chimici è nocivo per l’ambiente e per gli altri insetti benefici (come le api), e nel tempo le zanzare sviluppano una forte resistenza genetica a queste sostanze.
Eliminare manualmente tutti i piccoli ristagni d’acqua è invece materialmente impossibile. Questa tecnica biologica, al contrario, colpisce in modo selettivo solo la specie bersaglio senza inquinare.
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