1539* 15 ottobre 2026
L’invasione di nottuidi (bruchi di falene notturne) da qualche giorno sta colpendo duramente diverse aree del Nord Italia, in particolare il Veneto (tra il Vicentino e il Padovano, con picchi in comuni come Sandrigo, Bressanvido, Dueville…).
Favoriti dalle temperature elevate e dall’umidità prolungata, milioni di questi bruchi voraci stanno facendo tabula rasa di prati, tappeti erbosi e colture di foraggio.
Dal punto di vista sanitario, i nottuidi non sono pericolosi per l’uomo o gli animali (non hanno interesse igienico sanitario, infatti non pungono, non mordono e non sono urticanti). Nelle strutture possono entrare quindi occasionalmente, sebbene in contesti alimentari, pur non essendo specifici, possono andare a contatto con gli alimenti.
Il danno è puramente economico e botanico.
Le infestazioni dovute quindi alla particolare situazione climatica tenderanno a svanire coi primi decisi freddi.
La lotta in ambito agricolo, da dove provengono, può essere biologica con il Bacillus thuringiensis kurstaki (BtK) o Spinosad Insetticidi selettivi biologici: tali prodotti vanno spruzzati la sera sulle foglie, poiché le larve escono a mangiare col buio.
La calce o appositi anelli sui fusti delle piante possono impedire la risalita delle larve.
La vangatura invernale del terreno espone le larve svernanti al freddo e ai predatori.
La difesa meccanica in ambito “civile” è mediante le attenzioni base del pest proofing: barriere fisiche, chiusura degli accessi anche minimi…
La lotta chimica può essere attuata con spray piretroidi lungo le porte e le finestre per contrastare l’entrata.

In casi importanti e dove ci sono ambienti sensibili (industrie alimentari, ecc.) la disinfestazione può essere riservata ai professionisti.
I Nottuidi (Noctuidae) sono una grande e numerosa famiglia di lepidotteri notturni (falene), che comprende quasi 12.000 specie descritte a livello globale (e centinaia di specie presenti in Italia).

Gli adulti sono falene generalmente di dimensioni medie, con livree spesso criptiche (colori sul grigio, marrone o nerastro) per mimetizzarsi di giorno. Possiedono organi timpanali sull’addome per rilevare i pipistrelli e una spiritromba ben sviluppata per nutrirsi di nettare.
Le larve, cioè i bruchi che allarmano i cittadini, sono comunemente note come “nottue” o agrotidi. Vivono spesso nascoste nel terreno durante il giorno e escono di notte per nutrirsi.

Come accennato, molte larve di Nottuidi sono fitofaghe e possono arrecare seri danni all’agricoltura, agli orti e ai giardini.
Ad esempio, la Nottua del pomodoro (Helicoverpa armigera) attacca frutti, foglie e fusti di solanacee come il pomodoro.
La Nottua del cavolo (Mamestra brassicae) danneggia ortaggi a foglia e brassicacee.
La Nottua dei seminati (Agrotis ipsilon) vive nel terreno e taglia i giovani steli delle piantine al colletto.
La Nottua gialla o pronuba (Noctua pronuba), molto comune danneggia diverse colture e gemme (ad esempio della vite).
La specie in questione responsabile dell’invasione è probabilmente la Mythimna unipuncta, che attacca culture e graminacee…
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