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Un fenomeno ricorrente che non è legato a una riproduzione interna, bensì alla naturale ricerca di un rifugio sicuro in cui superare la stagione invernale.
La cimice asiatica supera l’inverno allo stadio adulto. Con l’abbassamento delle temperature e la riduzione delle ore di luce (fotoperiodo), gli esemplari avvertono la necessità di trovare microambienti protetti per il svernamento.
Dal punto di vista sanitario, le cimici asiatiche sono del tutto innocue: non pungono l’uomo e non rappresentano un pericolo per la salute delle persone o degli animali domestici.
Ben diversa è la prospettiva agronomica: Halyomorpha halys è una specie altamente polifaga che danneggia gravemente le coltivazioni (in particolare i frutteti), nutrendosi della linfa di frutti e foglie e compromettendo la qualità e la quantità del raccolto.
Gli esperti e i servizi fitosanitari consigliano di privilegiare strategie di difesa fisica ed ecologica, evitando l’uso indiscriminato di insetticidi all’interno degli edifici.
Installare o verificare l’integrità delle zanzariere.
Sigillare fessure, crepe e punti di accesso attorno a infissi, porte e cassonetti delle tapparelle.
Prestare attenzione al bucato steso all’aperto, scuotendolo prima di riportarlo in casa per evitare di trasportare involontariamente gli insetti all’interno.
L’impiego di spray chimici all’interno delle abitazioni è generalmente sconsigliato: non costituisce una barriera efficace contro l’arrivo di nuovi esemplari dall’esterno (non si agisce alla fonte).
La gestione a lungo termine di questo insetto vede l’impiego della lotta biologica (come la sperimentazione e il rilascio della cosiddetta “vespa samurai”, un parassitoide naturale delle uova della cimice).