Gli elateridi negli orti

224* 18 novembre 2020

Gli elateridi sono una famiglia di coleotteri cosmopolti, parassiti particolarmente fastidiosi per l’orto nella fase larvale.
Sono dei vermicelli dal colore acceso, che può variare tra il giallo, l’arancione, il marrone ramato. Preferiscono terreni sciolti e ben concimati e vivono in clima abbastanza umido.

Ci sono circa 9.300 specie conosciute in tutto il mondo.

Sono tipicamente notturni e fitofagi (si nutre di piante). Le loro dimensioni possono variare da pochi millimetri fino a oltre i 9 cm. Le larve sono di solito saprofaghe (regime alimentare animale basato su materia organica animale o vegetale in avanzato stato di decomposizione), ma alcune specie sono dei parassiti di specie agricole, e altri sono predatori di larve di altri insetti.

Le larve sono sottili, allungate, cilindriche o leggermente appiattite, e più dure relativamente ad una larva di tenebrionide alle quali somigliano

Sono vermetti molto più piccoli dei lombrichi che si cibano delle radici fino a entrare dentro la pianta divorandola. Attaccano particolarmente tuberi e bulbi, ma anche danneggiare radici e piantine di molti altri ortaggi.

Questi vermi bucando bulbi e tuberi favoriscono anche la diffusione di marciumi e malattie come il fusarium o la peronospora. I coleotteri depongono le uova bianchicce nel sottosuolo, intorno ai 30 cm di profondità. L’insetto adulto non crea particolari danni per l’agricoltura.

I danni dai ferretti, così anche chiamati, si notano osservando la pianta deperire senza alcuna spiegazione visibile dall’esterno. Le piante più colpite sono senza dubbio le patate, ma quando si diffondono queste larve anche mais e coste ne fanno spesso le spese.

Non ci sono molti sistemi di combattere infestazioni degli elateridi.

Un certo risultato può darlo il fungo entomopatogeno beauveria bassiana. Più conveniente è impiegare semplici trappole.
Per farli uscire dalla terra si può lasciare dei pezzi di patata sul terreno.
Una trappola efficace può essere costruita con un barattolo, forandone il fondo e riempiendolo per metà di semi come mais tenuti a bagno qualche ora. La trappola deve essere interrata, lasciando solo la sommità a filo del terreno, si può poi coprirla con un sottovaso. I ferretti entreranno attratti dai semi e resteranno intrappolati.

La pacciamatura (il “pacciame” è un materiale naturale o artificiale impiegato per coprire il terreno nella tecnica della pacciamatura) previene gli attacchi degli elateridi, considerato che scoraggia i coleotteri a deporre le uova nel terreno dell’orto.
Anche lavorando spesso il terreno si diminuisce la presenza di queste larve.
Altra pratica importante per ridurre questo problema è la rotazione delle colture, bisogna in particolare evitare di riseminare la patata nello stesso appezzamento dell’anno precedente.

Le alternative sono gli insetticidi da usare nel terreno, non consentiti però nell’ottica di una coltivazione naturale.

 

 

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