1434* 11 febbraio 2026
La ricerca condotta dall’Università di Padova illumina le connessioni occulte tra coleotteri del legno, rivelando reti sotterranee di gallerie negli alberi grazie alla tomografia a raggi X.
Questo studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, sfida l’idea tradizionale di sistemi isolati, mostrando invece intrecci frequenti.
Il legno rappresenta un ecosistema vivo e articolato, abitato da minuscoli coleotteri che forano tunnel complessi e allevano funghi mutualistici per sfamare la discendenza.
In passato si riteneva che ogni galleria fosse un’unità familiare autonoma creata da una sola femmina, ma indizi sporadici suggerivano contatti tra esse.
La novità sta nella capacità di mappare questi legami in tridimensionale senza danneggiare il materiale.
Gli studiosi del Dipartimento DAFNAE (in collaborazione con Università di Catania, Friburgo e USDA) hanno stressato vasi con piante attraverso inondazioni o iniezioni di etanolo per attirare i coleotteri.
Dopo un mese, hanno sezionato i tronchi e li hanno scandagliati con tomografia a raggi X, identificando incroci e attribuendoli a specie specifiche.
Questa tecnica non invasiva ha reso visibile l’intero reticolo interno.
Le unioni più comuni coinvolgono esemplari conspecifici, favorendo accoppiamenti tra gruppi familiari distinti e accrescendo la variabilità genetica, mentre minimizzano pericoli da predatori.
Contatti interspecifici sono meno diffusi ma presenti, potenzialmente promuovendo scambi di microbi simbionti con impatti su equilibri naturali, specie tra autoctoni ed esotici.
Queste scoperte aprono scenari inediti sulla dinamica riproduttiva.
La tomografia emerge come strumento chiave per decifrare ecologie invisibili, mutando la comprensione delle comunità negli ecosistemi boschivi.
Tali rivelazioni potrebbero applicarsi ad altri insetti, evidenziando strategie per eludere rischi senza abbandonare i tunnel.
Lo studio, intitolato “Three-dimensional gallery system reconstruction reveals more frequent intraspecific than interspecific interactions in ambrosia beetles”, è reperibile al DOI: 10.1098/rspb.2025.2280.
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