Foto/Clienti 130. Chi è stato?!

1469* 27 aprile 2026

Il cliente trova dei piccoli escrementi e il pensiero corre subito a un’infestazione di roditori.

Dalle tracce cilindriche (0,8-1,5 cm) si nota una piccola protuberanza bianca sulla punta. È il “biglietto da visita” del Geco. Quella macchia chiara non è altro che acido urico (urina semisolida): un segnale inequivocabile che il colpevole non è un mammifero, ma un rettile.

Questi incredibili arrampicatori hanno colonizzato l’Italia, adattandosi perfettamente ai nostri ambienti antropizzati. Li trovi ovunque: muretti a secco, cassette del gas o appostati vicino ai lampioni, pronti a cacciare zanzare, falene e moscerini.

È fondamentale sapere che i gechi sono animali protetti dalla Convenzione di Berna e da rigide leggi regionali. Questo significa che non possono essere oggetto di monitoraggio con piastre collanti. Non esistono (né sono legali) trappole “a vivo” o biocidi specifici efficaci.

La vera soluzione? Una gestione integrata che punti a sigillare le fessure e, soprattutto, a eliminare gli insetti di cui si nutrono.

Spesso la convivenza è la scelta più sensata. Un geco in giardino (o in magazzino) è un collaboratore gratuito che tiene sotto controllo i fastidiosi insetti volanti.

 

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