1441* 26 febbraio 2026
L’azienda russa Neiry ha sviluppato piccioni dotati di piccole telecamere e elettrodi impiantati nel cervello per usarli come “biodroni” nella videosorveglianza urbana.
I volatili vengono controllati a distanza tramite neurostimolazione, che influenza la direzione del volo senza bisogno di addestramento tradizionale.
Le micro-telecamere montate su di loro elaborano le immagini con l’intelligenza artificiale per sfocare volti e proteggere la privacy, similmente a quanto fanno le videocamere pubbliche.
Le prove sono state fatte nella sorveglianza di infrastrutture critiche e ispezioni industriali.
Il costo è paragonabile a quello dei droni convenzionali, ma con autonomia maggiore grazie all’alimentazione solare e GPS.
Sotto il profilo etico, la tecnologia solleva timori conseguenti alla sorveglianza di massa, potenzialmente estendibile a corvi, gabbiani o albatros per missioni diverse.
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