Lingua Blu (Blu Tongue). La malattia trasmessa dai moscerini Culicoidi

1447* 09 marzo 2026

La lingua blu (o Blue Tongue) è una malattia virale infettiva non contagiosa che colpisce i ruminanti, in particolare pecore e, in forma minore, bovini.

È trasmessa dai moscerini Culicoides e causa febbre, edemi e la caratteristica cianosi della lingua, da cui il nome.

Non è trasmissibile all’uomo, né attraverso il contatto né tramite il consumo di carne o latte.

Di norma non trasmettono agenti patogeni all’uomo, ma le punture possono causare dermatiti e ponfi molto dolorosi.

Le specie più colpite, si diceva, sono gli ovini (più grave), caprini, bovini e ruminanti selvatici.

I sintomi sono quelli di febbre alta, stomatite, edemi della testa/lingua, cianosi (lingua blu), zoppia (alterazione della deambulazione), scolo nasale e nei casi gravi morte.

La trasmissione avviene tramite puntura di moscerini del genere Culicoides in estate e autunno.

La prevenzione più efficace è la vaccinazione, che non è obbligatoria ma consigliata.

La malattia è nota per causare gravi danni economici agli allevamenti a causa della mortalità animale e delle restrizioni alla movimentazione del bestiame.
Gli insetti volanti che veicolano il virus, i culicoidi, sono piccoli moscerini ematofagi (lunghi 1-3 mm). Solo le femmine pungono trasmettendo virus tramite la saliva durante il pasto di sangue, attive al crepuscolo e di notte, deponendo le uova in ambienti umidi e fangosi.
La lotta si concentra soprattutto sulla rimozione delle zone fangose, l’uso di insetticidi nelle stalle e l’uso di zanzariere a maglia molto stretta.

I Culicoides adulti escono dal fango quando la temperatura aumenta, le femmine pungono e succhiano il sangue di bovini, ovini ecc. dopo qualche giorno da ogni puntura.

Depositano le uova nel fango ricco di acqua e feci e di sostanze organiche nutrienti.

Gli adulti si spostano nell’ambito di poche centinaia di metri, anche se il vento può spostarli di parecchi chilometri.

Se l’animale che viene punto è infetto, come nel caso dei bovini, o degli ovini malati, il Culicoides si infetta anch’esso e può trasmettere il virus agli animali sani.

Punti critici quindi sono le aree che vedono perdite d’abbeveratoi o di canali d’irrigazione, acque di scarico delle lavorazioni del formaggio, scolo d’acque luride dove gli animali camminano e fanno i loro bisogni.

Nel periodo estivo il ciclo uovo-adulto si compie in circa sette giorni: l’insetto passa rapidamente da uovo ad adulto e si riproduce e si moltiplica in breve tempo.

Nel periodo invernale il ciclo uovo-adulto si compie in diversi mesi, la larva sverna nel fango e i pochi adulti che sopravvivono si rifugiano in punti oscuri e riparati dei ricoveri degli animali.

Eliminare il fango nell’azienda vuol dire impedire all’insetto di deporre le uova, impedire all’uovo di diventare larva, alla larva di diventare adulto.

Risulta fondamentale anche canalizzare con tubature chiuse verso pozzetti a perdita: le acque di scarico delle lavorazioni del formaggio, delle concimaie, dei luoghi di ricovero chiusi o aperti, degli abbeveratoi e tutti gli scarichi di acque superficiali.

Condizione essenziale per lo sviluppo dell’insetto è la presenza ai bordi del laghetto di escrementi che arricchiscono di sostanza organica.

È buona norma lo smaltimento dei reflui rispettosa delle norme vigenti con vasconi facilmente risanabili e che impediscano la formazione di “laghetti”, ristagni d’acqua.

Drenare o ricolmare avvallamenti e fosse, inoltre, serve ad evitare la formazione di raccolte di acqua fangosa, letame e liquami negli ovili, intorno agli abbeveratoi.

È buona norma rivoltare il fango fino a 20/30 cm di profondità per disseccarlo e provocare la morte di uova e larve degli insetti in questione.

Se non è possibile rivoltare il fango, è opportuno trattarlo con latte di calce, costituito da una soluzione di calce nella proporzione di 3 Kg ogni 10 litri di acqua per 10 m² quadro di fango.

Dal tramonto all’alba risulta utile ricoverare il gregge all’interno di ricoveri chiusi (l’insetto vettore punge durante la notte con maggiore intensità).

Un aiuto alle strutture di ricovero è rappresentato dai repellenti in tutte le aperture o chiudere con delle zanzariere.

Disinfestare l’interno e l’esterno dei ricoveri con insetticidi a base di piretroidi a media e lunga persistenza e con effetto repellente è da considerare, quindi, dopo aver messo in pratica gli accorgimenti strutturali e comportamentali di cui sopra.

Vuoi saperne di più? Scrivici senza impegno!

    )

    Torna in alto